La Turchia minaccia ritorsioni ed embargo sugli F-35

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Dopo l'annuncio del Senato americano che chiedeva la sospensione delle consegne di caccia F-35 alla Turchia, il governo turco non poteva restare senza reagire, soprattutto perché il suo credo politico è il ritorno a una Turchia forte e indipendente.

La prima risposta è arrivata attraverso i canali diplomatici, con l'annuncio della Turchia che avrebbe risposto con ritorsionia tale embargo, senza tuttavia specificare la natura di tali ritorsioni. Tuttavia, è probabile che ciò comporterebbe inizialmente l’espulsione del personale americano presente nelle basi Nato turche.

Ancora più interessante è l'articolo apparso questo fine settimana sulla stampa statale turca in cui si annunciava che, in caso di embargo sugli F-35, La Turchia potrebbe rivolgersi al Su-57Russo. Le autorità turche non hanno confermato queste informazioni, né le hanno nemmeno formalmente smentite. Dato che oggi la stampa turca è sotto stretto controllo statale, difficilmente questo articolo sarebbe stato pubblicato senza l’approvazione del governo.

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Va ricordato che sono in corso discussioni tra le autorità turche e russe riguardo al sostegno di queste ultime al programma TF-X del caccia turco di quinta generazione, un programma molto ambizioso e attualmente impossibile da realizzare per l'industria della difesa turca, che ha solo al suo attivo la costruzione di un aereo da addestramento turboelica.

Una rottura dell'interdizione della Turchia con la NATO e gli Stati Uniti non sarebbe priva di problemi significativi per l'esercito turco, equipaggiato principalmente con equipaggiamenti occidentali. Tuttavia, sin dalla sua ascesa al potere, il presidente Erdogan ha fortemente promosso l’industria della difesa nazionale e l’autonomia industriale del paese, tanto da poter garantire, oggi, il mantenimento, e perfino l’evoluzione, della maggior parte delle sue attrezzature. , senza ricorrere all’industria occidentale.

Ma è anche chiaro che se, in tale ipotesi, la Turchia dovesse avvicinarsi alla Russia, o addirittura alla coppia sino-russa, ciò costituirebbe un cambiamento importante nel contesto geopolitico in Europa e in Medio Oriente, e l’emergere di minacce significative alla NATO e all’UE, prima tra tutte il conflitto latente tra Turchia e Grecia, che senza dubbio riprenderebbe.

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Non è certo indifferente a questo proposito la manovra greca volta a noleggiare alla Francia due fregate FREMM, navi dotate di missili da crociera a lungo raggio in grado di colpire l’intero territorio turco in caso di aggressione.

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