La sopravvivenza di Typhoon in una missione nucleare è la domanda giusta?

Dopo le decisioni belghe e tedesche riguardanti la sostituzione dei loro F-16 e Tornado, compaiono numerosi articoli e dibattiti su una questione che sembra cruciale:

Può un aereo di quarta generazione compiere la missione nucleare in un ambiente altamente contestato? 

La questione riguarda ovviamente il trasporto della tradizionale bomba B-61 e la capacità che a Typhoon, un Rafale o un F-18 per trasportare questa bomba e sganciarla sul suo bersaglio, di fronte alla difesa antiaerea russa. Con la premessa che l'F35 può.

E qui vediamo l’immensa ipocrisia e manipolazione che sta alla base di questo problema. Infatti, poniamo l’argomento in modo neutro e fattuale:

  • Nessun dispositivo, niente di più Rafale che Typhoon che l'F35 non sarà in grado di avvicinarsi abbastanza ad un bersaglio fortemente difeso per poter sganciare una bomba gravitazionale, sia essa nucleare, termo-barile o convenzionale. Con i radar ad alta frequenza, l'F-35 potrà avvicinarsi a 20 o 30 km prima di essere rilevato e abbattuto, nel suo profilo di volo. UN rafale probabilmente si troverà anche a questa distanza, perché non potrà più beneficiare del mascheramento del terreno.
  • I sistemi russi ora includono radar UHF, in grado di rilevare l’F-35 o l’F-22 a distanze molto maggiori, rendendo inattiva la furtività dell’F-35.
  • Gli aerei da caccia russi, che senza dubbio proteggeranno siti preziosi, sono tutti dotati di dispositivi optronici a infrarossi in grado di rilevare un dispositivo a 50 km, ben oltre la portata del B-61.

Come possiamo vedere, non mancano gli argomenti per contrastare l’argomentazione sviluppata dalla lobby dell’F-35. Ma bisognerebbe soprattutto interrogarsi sulla reale efficacia di questa deterrenza tattica a doppia chiave, un approccio che, una volta sviluppato, mostra molto rapidamente i suoi limiti, come abbiamo visto in precedenza.

Anche in questo caso, la Francia, con la sua esperienza di deterrenza, e in particolare dell’ASMP/A e del suo successore, potrebbe fare un discorso a sostegno dei suoi alleati europei di fronte a un’opinione pubblica europea poco informata sull’argomento.

In ogni caso, appare un problema che dovrà essere risolto rapidamente: la necessità di un aereo da guerra elettronica, uno strumento oggi essenziale per garantire l'efficacia delle armi aeree in un ambiente ad alta intensità. 

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