Quali sarebbero le conseguenze di un rinforzo militare americano in Polonia?

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In occasione della sua visita a Washington il 18 settembre, il presidente polacco Andrzej Duda ha ribadito l’offerta fatta al presidente Trump di uno schieramento permanente di una brigata americana sul suolo polacco, in cambio di una partecipazione finanziaria da Varsavia di 2 miliardi di dollari. Se la proposta non era stata notata quando è stata avanzata durante il vertice della NATO a Bruxelles, ora sembra che abbia effettivamente attirato l’attenzione del presidente Trump, il cui ego è stato probabilmente lusingato quando il presidente polacco ha proposto di chiamare la base americana “Fort Trump”.

Ma sono soprattutto le circostanze legate a questa offerta a portare il presidente Trump a cambiare idea. Da un lato, un simile dispiegamento andrebbe molto probabilmente a scapito delle forze permanenti di stanza in Germania. Tuttavia, i rapporti tra Washington e Berlino sono oggi al minimo. L'amministrazione statunitense critica fermamente le autorità tedesche per il loro mancato coinvolgimento nella difesa europea e nella NATO, nonché per il budget destinato dalla Germania alla Difesa, considerato troppo basso. Se è vero che gli eserciti tedeschi hanno dovuto far fronte, come tutti gli eserciti europei, a forti restrizioni di bilancio, non possiamo fare a meno di constatare la differenza di trattamento tra Germania e Italia, quest’ultima che ha tuttavia annunciato che manterrà il bilancio della difesa al di sotto dell’1,5% del il suo Pil, inferiore all’obiettivo tedesco dell’1,5% nel 2025.

Da parte russa, è ovvio che un simile dispiegamento di forze americane in Polonia potrebbe aumentare le tensioni sulla linea di confine, e che Mosca reagirà aumentando anche la già significativa presenza di unità di fronte al confine europeo.

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Ma è soprattutto in un’ottica europea che la misura sarebbe più efficace. Chiedendo infatti a Washington di schierare le sue truppe in Polonia, Varsavia invia un messaggio chiaro, portato dal presidente Macron e dalla cancelliera Merkel, secondo cui la Polonia, come la maggior parte dei paesi dell’Est europeo, non considera oggi la propria difesa, e nel prossimo futuro futuro, solo nella NATO attraverso un intenso partenariato con gli Stati Uniti. Questa posizione va paragonata alle dichiarazioni italiane sul tema del fronte “anti-Macron/Merkel” sostenute dal presidente Trump, o a quelle fatte durante il vertice europeo del mese scorso, dalla “coalizione” che riunisce Italia, Polonia e Ungheria.

In effetti, le implicazioni di un possibile dispiegamento permanente di forze statunitensi in Polonia vanno ben oltre il quadro polacco e sono simili a un’alleanza di cause per sostenere, all’interno dell’UE, iniziative volte a portare l’Europa verso l’autonomia strategica.

Infatti, la costruzione essenziale dell’Europa della Difesa, per essere realizzata, deve imperativamente essere realizzata in Europa, ma non “da” l’Unione Europea. Dovrà fare affidamento su un nucleo di paesi attorno alla coppia franco-tedesca, o anche inizialmente su questa coppia, e costituire un'offerta allettante per riunire, poco a poco, gli altri paesi dell'Unione, e perché no, anche altri paesi. come la Svizzera. Ma per questo sarà necessario allineare le opinioni pubbliche dei due leader economici europei in modo da creare una solida dinamica che vada oltre le divisioni politiche sempre più marcate, anche a costo di dover intaccare la bolla percettiva della sicurezza globale degli europei, per la maggior parte è perfettamente inconsapevole degli attuali sviluppi geopolitici.

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Se lo spiegamento delle forze americane in Polonia non è responsabilità degli europei, resta il fatto che le sue conseguenze riguarderebbero innanzitutto l’Unione europea. La conclusione di questo caso, così come il suo svolgimento, ci fornirà sicuramente chiarimenti sulle motivazioni di ciascuno, sulle sue determinazioni e sui suoi obiettivi. Da seguire con grande attenzione..

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