Difesa Europa: perché la Francia non riesce a convincere?

Ormai è (quasi) ufficiale, il Belgio ha scelto, non a caso, di sostituire i suoi F16, l'offerta americana basata sugli F35A della Lockheed. E anche se il governo belga prende le massime precauzioni per non offendere il vicino francese che l'ha proposto Rafale, annunciando contemporaneamente il lancio del programma CAMO volto all'acquisizione di 450 VBMR Griffon e 50 EBRC Jaguar dalla Francia, i commenti devastanti non si sono fatti attendere, sulla stampa e sui social network.

Come nel caso delle scelte polacche o svedesi a favore del Patriot PAC-3 contro il franco-italiano MAMBA SAMP/T, è soprattutto la debole adesione all'Europa della Difesa, con il ruolo della NATO e del come corollario la presunta sottomissione dei paesi al potere americano. Sorprendentemente, pochissimi si interrogano sulle ragioni di questo basso sostegno, e ancor meno su cosa sarebbe necessario modificare, da parte francese, per creare effettivamente questa dinamica europea.

Un contesto “ideale” per la nascita dell’Europa della Difesa

È chiaro che l’attuale contesto internazionale ed economico è particolarmente favorevole all’emergere di un’iniziativa europea di difesa. Da un lato, il ritorno del potere militare russo, sostenuto dall’alleato cinese, sta generando tensioni vicine a quelle della Guerra Fredda, creando una necessità imperativa di investimenti nella difesa per tutti i paesi europei. D’altro canto, gli Stati Uniti appaiono sempre più come un partner che non ha più l’affidabilità di un tempo e le cui decisioni sulla scena internazionale sono talvolta più che dubbie. Infine, nonostante la crisi del 2010, l’Europa è economicamente più forte e più ricca che mai, con un PIL complessivo superiore a quello degli Stati Uniti.

Individuate le differenze europee

Tuttavia, sembra che oggi gli Stati europei preferiscano le differenze alle convergenze quando si tratta di Difesa dell’Europa. Spesso indicate come il principale ostacolo al riavvicinamento della coppia franco-tedesca in materia di difesa, le differenze in materia di politica internazionale vengono presentate da molti commentatori come incompatibili.

Del resto, se tutti i governi si dicono favorevoli all’Europa della Difesa, la stragrande maggioranza preferisce rimanere sotto l’ala protettiva della NATO e degli Stati Uniti, ritenendola più affidabile e realistica rispetto al progetto guidato da Francia e Germania.

Il confronto con gli Stati Uniti al centro del problema


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