Darpa vuole studiare la predittività geopolitica utilizzando Big Data e AI

Sotto l'acronimo KAIROS, per “Knowledge-directed Artificial Intelligence Reasoning over Schemes”, DARPA, l'agenzia per l'innovazione dirompente del Pentagono, sta sviluppando un programma basato su Intelligenza Artificiale e Big Data, il cui obiettivo è quello di “prevedere i grandi eventi futuri”, sulla base dell'analisi degli eventi passati e presenti, a livello statale. 

Al di là di tutto l'aspetto emotivo e dell'immaginazione che tali prospettive possono portare, si tratta soprattutto di studiare i profili emergenti nella massa di informazioni disponibili, in modo da poter potenziare possibili sviluppi, immagine delle previsioni meteorologiche. Tuttavia, il numero e la natura dei parametri da studiare nelle previsioni geopolitiche sono molto più numerosi e complessi di quelli utilizzati in meteorologia, anche se si tratta già di una materia molto difficile e dispendiosa in termini di risorse.

D’altra parte, se il progetto dovesse avere successo, offrirebbe non solo la capacità di anticipare statisticamente l’evoluzione delle crisi, ma di testare diversi scenari per valutarne l’efficacia prima di agire.

In Francia, il dottor Philippe Fabry ha sviluppato una teoria relativamente comparabile, chiamata storionomia, secondo la quale le grandi società umane rispettano cicli predefiniti e relativamente precisi nelle loro temporalità. Il suo approccio, per quanto attraente, è puramente qualitativo e non consente di realizzare eventuali sviluppi, perdendo così gran parte della sua efficacia.

Resta il fatto che, oggi, e nonostante decenni di osservazioni e un numero limitato di valori numerici da tenere in considerazione, resta molto difficile fare previsioni meteorologiche precise oltre i 4/5 giorni. La molteplicità dei parametri da tenere in considerazione, la loro natura molto disparata e talvolta difficile da quantificare, e l'assenza di teorie marcate in materia, rendono questo lavoro per il momento, e per molto tempo, più che sperimentale.

Da notare che una tecnologia di questo tipo potrebbe essere trasposta anche a livello economico, e più in particolare a livello delle variazioni dei mercati azionari. Quest'ultima, infatti, risulta in parte dagli stessi parametri economici, sociologici e politici dell'evoluzione delle società umane, nonché da alcuni criteri relativi alla psicologia. Un simile approccio metterebbe quindi in discussione l’intera attuale organizzazione dei mercati su scala globale, creando di fatto una crisi di portata senza precedenti. 

Un secondo vaso di Pandora, in un certo senso...

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