La Germania riduce l'aumento del suo bilancio per la difesa

Le autorità tedesche soffrono di schizofrenia?

In ogni caso, questa è la domanda che possiamo porci quando, appena due giorni dopo aver proposto il progetto e l'utilizzo di una portaerei europea, e ancora una volta aver avanzato l'ipotesi di un 'abbandono da parte della Francia della sua sede di membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a beneficio dell'Europa, ora annunciano che il bilancio della Difesa 2019 sarà finalmente di 43,2 miliardi di euro, e non di 47,2 miliardi di euro come previsto e annunciato in diverse occasioni, in particolare all'ultimo vertice della NATO, come richiesto da diversi mesi dal ministro delle finanze Olaf Scholtz, membro della Spd. Inoltre, l'obiettivo di un budget che raggiunga i 55 miliardi di euro e l'1,5% del PIL tedesco nel 2025 sembra più che mai compromesso.

Se noi francesi la consideriamo una dicotomia incompatibile, essa rimane tuttavia perfettamente logica nell’approccio tedesco alla politica europea e alla politica di difesa. In entrambi i casi, infatti, la preoccupazione principale delle autorità tedesche non riguarda l’eventualità di un rischio militare, né il consolidamento dell’autonomia strategica europea, ma il sostegno della propria opinione pubblica alle dichiarazioni fatte, e il rapido rafforzamento delle forze posizione tedesca, mentre il Paese si trova ancora oggi in una posizione di forza economicamente e socialmente parlando in Europa.

Così, respingendo senza mezzi termini le proposte del presidente E. Macron relative alla gestione politica e sociale dell’Europa e ad un quadro di mutualizzazione del debito, un’idea molto ispirata al piano proposto da T. Breton nel 2016, e che era già stata affrontata senza tante cerimonie da La Germania, così come i Paesi Bassi e i paesi scandinavi, la cancelliera tedesca A.Merkel, riprendendo le proposte del nuovo leader della CDU, dà soprattutto garanzie alla sua opinione pubblica, nessuna di queste proposte non ha avuto la minima possibilità di ottenendo il sostegno popolare in Germania.

Proporre progetti come la portaerei europea o il quartier generale europeo al Consiglio di Sicurezza è invece direttamente finalizzato a minare l'eventuale leadership francese nelle questioni di difesa europea, anche se la Germania rivendica questo status. È intelligente anche il sostegno pubblico al principio di un esercito europeo proposto dal presidente francese dalla cancelliera tedesca, sapendo che la creazione di un simile esercito richiederebbe oggi sviluppi lunghi e negoziati difficili nell'Unione europea.

Ma soprattutto, la Germania cerca di sfruttare al massimo la sua attuale leadership nell’Unione Europea, sapendo che questa potrebbe erodersi rapidamente negli anni a venire. Da un lato gli anni di crescita sostenuta sembrano ormai appartenere al passato. A fine gennaio, il Ministero delle Finanze ha abbassato le previsioni di crescita per il 2019 all’1%, in un contesto caratterizzato dalla Brexit, dall’incertezza sulla domanda cinese e dalle tensioni economiche legate alle nuove normative automobilistiche, per non parlare delle reazioni discontinue del presidente americano . Pertanto, le previsioni a medio termine dell’OCSE e della Banca Mondiale non sono più ottimistiche, con una crescita media nei prossimi 10 anni non superiore all’1% annuo.

Ma la vera bomba economica e sociale che minaccia la Germania è la sua demografia. Il calo significativo e continuo del tasso di natalità nel paese negli ultimi 30 anni ha creato una situazione più che problematica. Già oggi i giovani lavoratori che entrano nel mondo del lavoro rappresentano solo l’87% dei pensionati. Nel 2025 questo tasso scenderà al 65%, scendendo sotto il 50% nel 2030. In altre parole, 2 anziani andranno in pensione mentre solo un giovane entrerà nel mondo del lavoro. 

Tuttavia, le soluzioni a breve e medio termine a questo problema, come l’innalzamento dell’età pensionabile, l’aumento della pressione fiscale/sociale sul lavoro, la riduzione delle pensioni o l’immigrazione massiccia, sono lungi dall’ottenere una risposta favorevole nel paese. L’unica opzione rimasta al Paese è quella di ridurre drasticamente la spesa pubblica “non produttiva”, in primo piano nella doxa politico-economica tedesca, la spesa per la difesa. Inoltre, con un tale deficit di risorse giovani, l’ipotesi di costituire una forza militare di dimensioni ragionevoli di fronte a nuove minacce è semplicemente irrilevante. È per questo motivo che l’idea di aprire il reclutamento militare ai cittadini europei è favorita da molti politici d’oltre Reno.

Nel frattempo la Germania sa perfettamente che la sua aura di potere svanirà presto e cerca di mantenere l’illusione annunciando che d’ora in poi la prontezza operativa degli esercitisarà riservato, e cercherà di consolidare rapidamente la propria posizione sia sul piano industriale che su quello politico, legato alla Difesa.

A questo proposito è molto interessante notare che le debolezze tedesche del futuro sono i punti di forza francesi del futuro, con prospettive di crescita più elevata e una demografia molto più equilibrata. Una forza che la Francia non deve indebolire a favore di quelli che potrebbero apparire avanzamenti interessanti ma non conclusivi nel progetto di difesa europea.

Per ulteriori

SOCIAL NETWORKS

Ultimi articoli