La Marina degli Stati Uniti punta sul laser per proteggere le navi da combattimento

Per spiegare fino a che punto la Marina statunitense sia disposta a investire nella tecnologia laser, in particolare per difendere le sue navi da combattimento, il capo delle operazioni navali di superficie, il contrammiraglio Ron Boxall, ha citato l'esempio di Cortez, che affondò le sue navi non appena arrivato sul nuovo mondo, al fine di galvanizzare i suoi uomini, che sapevano che non ci sarebbe stata scampo.

E in effetti, la Marina americana intende forzare il destino, sostituendosi nel 2021 al cacciatorpediniere USS Preble, proprio quello che continua a fare notizia e che ha preso l'abitudine di sfiorare in mare le isole rivendicate dalla Cina, il Sistema CIWS Phalanx del sistema HELIOS, un laser da 60 Kw sviluppato da Lockheed Martin, per proteggere l'edificio dai droni. La scommessa della Marina è però rischiosa, poiché, secondo le parole dello stesso Ammiraglio Boxall, un laser dovrà avere una potenza di almeno 500 Kw, per poter intercettare i missili lanciati contro il cacciatorpediniere, mentre l'HELIOS potrà evolversi solo per 150 chilowatt.

Secondo lui, oggi il laser costituisce una delle uniche alternative valide per proteggere le navi da combattimento dagli attacchi di saturazione, una presunta tattica degli avversari degli Stati Uniti in caso di conflitto ad alta intensità. Moltiplicando gli attacchi, l'edificio preso di mira esaurirà le sue difese, in particolare i missili terra-aria, e si ritroverà presto senza protezione, rappresentando quindi un facile bersaglio. Anche la soluzione basata sull’aumento del numero di missili trasportati dalla nave non è soddisfacente, poiché il costo di ciascun missile terra-aria si bilancia con quello dei missili antinave, il saldo della distruzione dell’edificio rimarrà sempre a favore dell'attaccante.

Infatti, i sistemi laser, il cui costo di utilizzo è particolarmente basso, rappresenterebbero un’alternativa molto adatta, se fossero effettivamente in grado di intercettare minacce in avvicinamento ad alta velocità come missili super o iper-sonici, e di affrontare a attacco di saturazione, con l’obiettivo di inviare più missili di quelli che il sistema di difesa può elaborare nel tempo concessogli.

Sebbene non sia stato discusso dall'ammiraglio Boxall, anche il Rail Gun sarebbe un'alternativa. Come il laser, il costo di un colpo è molto inferiore a quello del suo potenziale bersaglio e anch’esso richiede una significativa fonte di elettricità per funzionare. D'altra parte, il Rail Gun non è vincolato dalla linea di vista, come il laser, è molto meno sensibile alle condizioni meteorologiche e più versatile, potendo essere utilizzato contro bersagli navali e terrestri a grandi distanze.

Resta il fatto che, per il momento, la sopravvivenza delle navi da combattimento è condizionata dalla loro capacità di trasportare un numero significativo di missili e di implementare sistemi CIWS, come ultima risorsa. Un fatto spesso ignorato politicamente in Francia per soddisfare le richieste di Bercy, e che porterà la Marina francese ad avere solo 16 missili antiaerei, sicuramente efficienti, su quasi il 75% della sua flotta da combattimento di primo livello (1 fregate in servizio). di 11). I 15 milioni di euro che sarebbero costati 50 Aster e 16 CIWS aggiuntivi per ogni fregata di 1° grado rischiano di costare molto caro alla Marina francese e allo Stato in caso di conflitto....

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