L'F35 si prepara ad affrontare lo FCAS e il Tempest

In occasione del Paris Air Show, Micheal Evans, direttore del programma F35 della Lockheed-Martin, ha rivelato il futuro del programma, ed in particolare come intende togliere il terreno sotto i programmi europei FCAS e Tempest in termini di della “6a generazione”. In particolare ha fornito alcuni dettagli sul futuro standard “blocco 4”, che dovrà entrare in servizio a partire dalla metà del prossimo decennio.

Pertanto, questa norma tiene ampiamente conto delle critiche mosse al dispositivo, soprattutto in termini di resistenza, con l'aggiunta di serbatoi conformi per estendere l'autonomia del 40%, o un sistema di monitoraggio del terreno per consentire al dispositivo di operare a bassa quota e ad alta velocità in sicurezza con qualsiasi condizione atmosferica. Non possiamo fare a meno di notare che con queste modifiche l'F35 cerca di avvicinarsi ai profili di missione dell' Rafale, mentre, appunto, la sua azione stealth avrebbe dovuto permettergli di entrare in territorio ostile ad alta quota, così da risparmiare carburante e minimizzare i rischi in termini di sistemi terra-aria.

Ma soprattutto, il programma F35 evolverà, secondo Michael Evans, verso un'architettura aperta, consentendo un'interfacciamento semplificato con i sistemi esogeni, e diventando quindi un “sistema di sistemi”, la definizione stessa di “6a generazione”. Inoltre, come avevamo già accennato, l'aeronautica americana ha lanciato un programma molto dinamico volto ad estendere le capacità degli aerei da combattimento attraverso effettori deportati, in questo caso il programma Valchiria. Secondo Lockheed, l'F35 è già progettato per consentire un'evoluzione semplificata in modo da integrare e controllare questi dispositivi “consumabili” nel sistema di combattimento.

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del programma FCAS

Naturalmente, queste sono solo affermazioni e, per ora, il L'F35 rimane un dispositivo dalle prestazioni discutibilia prezzo d'uso esorbitante, e che l'affidabilità è messa in discussione. Ma le aree di sviluppo dettagliate da Lockheed mostrano una reale considerazione delle realtà operative che l’aereo dovrà affrontare. Soprattutto, il suo discorso commerciale, come la sua pianificazione tecnologica, sembra progettato per neutralizzare le buone ambizioni tecnologiche dei programmi europei la cui pianificazione, ancora una volta, sembra sempre meno rilevante.

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Non dovremmo inoltre ignorare che l'aeronautica americana e la marina americana hanno ciascuna un programma per la progettazione di un caccia pesante di nuova generazione entro il 2040, per sostituire rispettivamente l'F15 e l'F22 dell'aeronautica militare, e i Super Hornet della marina. Questi programmi potranno fare affidamento sugli elementi tecnologici del programma F35, e quindi concentrare gli investimenti verso tecnologie più dirompenti come il volo ad altissima velocità o con atmosfera esorbitante. I tre programmi americani, infatti, potrebbero, nel 3, mettere i programmi europei in una posizione tecnologica, condannando, questa volta in maniera definitiva, l’industria aeronautica europea.

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