L'Iraq vuole collaborare con l'Iran sulla difesa antiaerea

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Ovviamente, il successo registrato dai sistemi di difesa antiaerea iraniani contro il drone americano MALE qualche giorno fa, avrà suscitato interesse tra i suoi vicini. Le autorità irachene hanno quindi manifestato il desiderio di collaborare con l'Iran in questo settore e di acquisire quindi i sistemi e il know-how necessari dal suo vicino.

Questo desiderio di collaborazione, però, non è nato pochi giorni fa. Due mesi fa, infatti, le forze armate irachene hanno inviato una delegazione in Iran per valutare le prestazioni dei sistemi indigeni, nonché le possibilità di collaborazione. Possibilità che non si limiterebbero alla sola difesa antiaerea, visto che Baghdad discuterebbe con Teheran nei settori dell’artiglieria, dei radar, dei droni e della guerra elettronica.

Questo possibile riavvicinamento è anche un segnale inviato agli Stati Uniti, la cui influenza è sempre più contestata dalle autorità irachene, soprattutto dopo la vittoria elettorale del nazionalista sciita Moqtada al Sadr durante le elezioni legislative del 2018.

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Al di là delle considerazioni puramente politiche, questo annuncio rivela anche i comprovati progressi compiuti dalle industrie della difesa iraniane, in particolare in termini di difesa antiaerea. Ricordiamo che se a Teheran è stata rifiutata la consegna dei sistemi S400 da parte di Mosca, questo non è il caso di Baghdad, che è nelle grazie delle autorità russe. Non c’è motivo di credere che la Russia si opporrebbe alla vendita di sistemi BUK a medio raggio all’Iraq. Pertanto, possiamo ragionevolmente pensare che i sistemi iraniani siano, se non equivalenti a quelli russi, almeno sufficientemente efficiente da garantire un'efficace difesa antiaerea.

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