L'esercito americano testa un prototipo di sistema informatico anti-drone

 L’uso dei droni nei conflitti in ambienti urbani ha assunto negli ultimi anni una portata senza precedenti, in particolare nel teatro siriano. L’utilizzo da parte di diverse fazioni – tra cui l’organizzazione dello Stato Islamico – di droni civili, semplicemente caricati di granate o piccole cariche esplosive, per colpire posizioni delle forze governative (tra cui la famosa “Divisione d’Oro”), ha causato perdite significative di quote, in particolare durante la battaglia di Mosul. 

Partendo dalla constatazione che nulla, allo stato attuale, consente di prevenire questo tipo di minaccia, difficile da individuare e relativamente semplice da attuare – alcuni modelli possono essere “controllati” con un semplice smartphone – l’esercito americano ha ha deciso di sviluppare un prototipo di contromisure basate su mezzi informatici destinato a consentire di individuare o addirittura prendere di mira questi velivoli per stringere le maglie della “bolla di protezione” che copre l’evoluzione delle truppe a terra. 

Nata dalla volontà dell’US Army Cyber ​​Command (ARCYBER), a sua volta parte dello US Cyber ​​Command, e attuata dalla 780th Military Intelligence Brigade, questa iniziativa mira a integrare mezzi informatici nelle unità dell’esercito americano. A queste si aggiunge la già ben fornita componente di capacità di cambiamento ambientale dei fanti americani. Se questo tipo di equipaggiamento prende di mira i droni, le truppe di terra dispongono già di mezzi di trasmissione, intelligence e guerra elettronica. 

Secondo il comunicato stampa dell'esercito americano, questa "soluzione provvisoria", che si appresta a subire una serie di miglioramenti durante la fase di test, sia dal punto di vista delle capacità che da quello operativo, sarà oggetto di una valutazione in una situazione operativa durante l'estate da parte dello Special Operations Command degli Stati Uniti, seguita da una fase di integrazione di molteplici aggiornamenti software volti a migliorare le prestazioni complessive del sistema. 

Jean Lebougre
Specialista in guerra informatica 

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